A COLPO D'OCCHIO
- La Natura osservata da Indio -

Il sogno del tarabuso

Un giorno d'inverno, quando avevo circa 11 anni, feci una passeggiata con mio padre nelle Bolle di Magadino. Dalle canne giallognole sulla riva di uno stagno gelato, l'involo improvviso e confuso di un uccello bruno chiaro ci sorprese: un tarabuso! Sino a quel momento credevo che quet'uccello esistesse solo nei libri. La leggenda diventò realtà e poco a poco si tramutò in un sogno: riuscire un giorno a fotografare il discreto volatile!

In questi anni, il tarabuso l'ho rivisto varie volte. Il più sovente, l'ho osservato in volo e ad una distanza troppo importante per realizzare una foto interessante. Altre volte, l'ho scovato con il cannocchiale, immobile tra le canne con il collo allungato verso l'alto. Un ottimo esempio di mimetismo criptico.

So per certo di essere passato accanto al tarabuso senza vederlo numerose volte. Come l'anno scorso, quando con l'amico Cec lo cercavamo meticolosamente con il binocolo nel canneto situato a 50 metri, mentre in realtà il soggetto si era nascosto a meno di 3 metri da noi.

Poi, eccoci al 4 gennaio 2013. Sono partito nel primo pomeriggio senza troppe pretese, vista la mattinata infruttuosa passata in un appostamento per osservare e fotografare i frosoni. Ma sulla riva dello stagno, il sogno si era già travestito da cannuccia di palude e mi stava aspettando. Dopo averlo cercato ad intermittenza per anni, ecco davanti a me il tarabuso, ad piccola decina di metri dai miei millimetri.

Calma e sangue freddo, movimenti lenti... foglie davvero troppo secche! Ma lui gioca a fare il sordo, o meglio sa di essere quasi invisibile e non se ne va... click-click...click!

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Sogno o son desto? Non me lo chiedo, preferisco continuare a sognare... Lo scatto c'è, comunque. E lo dedico a chi quel giorno d'inverno mi aveva accompagnato pazientemente alle Bolle per sostenere la passione che già mi bruciava. Grazie.

Indio, 4 gennaio 2013

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